L’opera l’offerta di Ale Senso è stata realizzata nell’ambito del progetto“Sulle orme degli Arvali. Voci e immagini dalle origini di Roma alla contemporaneità” a cura dell’Associazione Muri Lab APS che intende tessere un percorso tra archeologia, arte contemporanea e narrazione urbana nel cuore del Municipio XI.
Il progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, è vincitore dell’Avviso Pubblico Artes et Iubilaeum – 2025. Finanziato dall’Unione Europea Next Generation EU per grandi eventi turistici nell’ambito del PNRR sulla misura M1C3 – Investimento 4.3 – Caput Mundi.
Descrizione: l’artista ha rappresentato un’olla, panciuto recipiente di terracotta, il cui contenuto si riversa sul terreno. Ha voluto in tal modo rievocare l’offerta di cereali cotti che i fratelli Arvali compivano durante le feste in onore della dea Dia e delle divinità a lei collegate. Dia è detta la dea “luminosa”, colei che protegge la maturazione finale dei cereali. Il compito principale degli Arvali era proprio garantire, attraverso una serie di riti, il buon esito della coltivazione dei campi (arva).
Materiali usati: polistirene estruso, lamiera in acciaio, barilotti filettati, dadi in ottone, rondelle, aste filettate, tubo in acciaio, dadi in acciaio, bulloni. picchetti a vite T-Block. colla industriale, collante in polvere per piastrelle, intonaco per esterni. ghiaia di fiume calibrata. gocce di vetro fosforescenti. malta per fughe colorata da esterni. idrosmalti. stirene acrilonitrile.
Ubicazione: in cima alla scalinata di via di S. Rufo
Installazione realizzata tra il 12 e 19 luglio 2025
Vai alle foto dell’opera
Per saperne di più sul progetto e le altre opere realizzate cliccate qui
Oppure per saperne di più sull’offerta di cereali:
Durante il secondo giorno delle feste Ambarvalia in onore della dea Dia che si svolgevano nel bosco sacro oggi alla Magliana vecchia, i sacerdoti del collegio degli Arvali nel tempio di Dia recitavano una preghiera di offerta su delle ollae, marmitte o pentole di terracotta, al cui interno era contenuta una zuppa di cereali (puls). La puls cucinata plausibilmente con i cereali secchi dell’anno precedente, rappresenterebbe un’allusione al buon esito del raccolto.
I confratelli versavano la puls per terra davanti al tempio, sul declivio che dal colle, dove si trovava il santuario, degradava ai suoi piedi, dove si trovavano gli altri edifici del complesso arvalico.
Il culto alle ollae risale al periodo protostorico, quando i contenitori di metallo nel Lazio ancora non erano utilizzati. La terracotta possiede le qualità per una perfetta conservazione degli alimenti, perchè mantiene una temperatura costante.
Le olle erano essenziali perchè contenevano e preservavano i semi necessari per garantire il raccolto dell’anno successivo. Le sementi come garanzia per la produzione cerealicola futura, venivano conservate nel tempio perché non fossero profanate.
I semi e i cereali erano considerati sacri e univano i contadini in un sodalizio, in cui potevano ripartirse il raccolto a prescindere da come fosse andata la singola semina. Fra chi coltivava i campi si creava così un “sodalizio dei semi”, che il sodalizio dei fratres Arvales rievocava nelle cerimonie.
Bibliografia di riferimento:
J. Scheid, Gli Arvali e il sito ad Deam Diam, in R. Friggeri, M. Magnani Clementi, C. Caruso, Terme di Diocleziano. Il chiostro piccolo della certosa di Santa Maria degli Angeli, Milano 2014
Altri link utili:
voce Arvali treccani
voce Arvali romanoimpero
Per saperne di più sul progetto e le altre opere realizzate cliccate qui
laofferta
- TUTTI
- generale drone
- generale
- centrata
- particolare



