Tempio di Fors Fortuna

Il primo luogo di culto nell’area della odierna Magliana vecchia è un tempio fondato nel 293 a.C.dal console Carvilius con una parte del bottino della guerra vittoriosa contro Etruschi e Sanniti. Questo tempio era dedicato a Fors Fortuna, la cui festa si celebrava il 24 giugno con un primo sacrificio in un altro tempio a lei dedicato al I miglio della via Campana. La processione si spostava poi lungo la strada ed il fiume al secondo tempio della dea, situato 5 miglia più avanti. Il più saldo dato archeologico della presenza del culto nella zona consiste nelle iscrizioni, databili all’età tardo repubblicana.

Si tratterebbe di una dea legata alle messi, che si pregava per chiedere raccolti abbondanti, o per ringraziare per la protezione dalla mutevolezza delle stagioni o come divinità solare legata ai giorni intorno al solstizio d’estate. 

La festa era nota come dies Fortis Fortunae ed era gioiosa, celebrata da tutti i Romani, ma soprattutto da plebei e schiavi. Ovidio descrive che ci si recava a piedi o in barca in pellegrinaggio al tempio, dove si sarebbero svolti giochi nautici tra battelli inghirlandati e banchetti, dopo i quali i partecipanti ritornavano a Roma. Cicerone cita la festa Tiberina Descensio, contraddistinta da una grande allegria, probabilmente un altro nome per la stessa ricorrenza. 

Fors starebbe a indicare il caso o  evento fortuito soprattutto nella sua accezione positiva di avvenimento fausto o buona fortuna. Un’altra interpretazione ne farebbe derivare il nome dalla stessa radice del verbo latino fero, portare, intendendola come la dea “che porta” o “porta via”, legata alla liturgia del solstizio estivo.

L’équipe dell’École française de Rome, che ha effettuato nella zona campagne di scavo dal 1975 al 1988, colloca ipoteticamente il tempio all’altezza dell’attuale Piazza Madonna di Pompei, la piazzetta principale, a ovest e a breve distanza da dove in seguito venne innalzato ill tempio della dea Dia. A suo parere non ci sono legami fra Fors Fortuna e la dea Dia.

Marcattili sottolinea che elementi comuni ai 2 templi, benché slegati fra loro, sarebbero la circolarità della pianta, collegata con la luce, la contrapposizione fra acqua e fuoco e la presenza del fiume Tevere. La festa di Fors Fortuna cadeva poco dopo il solstizio d’estate, il 24 giugno: spesso caratteristiche delle celebrazioni romane dei solstizi legati al corso del sole ed al ruolo che vi svolgeva la luce dei raggi solari sono ancora presenti nelle feste cristiane, come quella di San Giovanni, che non a caso cade nello stesso giorno. Riguardo la dea Dia, che con la sua luce benefica proteggeva la maturazione finale dei cereali, la sua natura è insieme urania e ctonia, celeste e agraria, ovvero legata al cielo e alla terra. La stretta connessione con l’acqua si riscontra in particolare nelle terme e nel motivo decorativo della conchiglia, legata sia alla sfera urania che acquatica, che ricorre nella decorazione architettonica del tempio.

Bibliografia di riferimento:
F. Marcattili, Tra terra e cielo: la topografia ed il culto del lucus Deae Diae. 2020 in Journal of Roman Archaeology, Volume 35, Issue 2 / December 2022. Published online by Cambridge University Press: 20 January 2023, pp. 1022-1027, print publication, December 2022

H. Broise, J. Scheid, Tra terra e cielo: la topografia ed il culto del lucus Deae Diae, in  Recherches archéologiques à La Magliana, 3. Un bois sacré du Suburbium romain : topographie générale du site ad Deam Diam. Roma Antica 8. Roma: École française de Rome; Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti Paesaggio di Roma, 2020

J. Scheid, Gli Arvali e il sito ad Deam Diam, in R. Friggeri, M. Magnani Clementi, C. Caruso, Terme di Diocleziano. Il chiostro piccolo della certosa di Santa Maria degli Angeli, Milano 20214

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