Via Campana

Prende il nome da Campus Salinarum Romanum, le saline alla foce del Tevere, oggi Stagni di Maccarese.
Presente fin dal VIII secolo a.C., la via cominciava dal Foro Boario, dove fin dalle origini aveva luogo il commercio del sale. Usciva dalla Porta Trigemina lungo le mura Serviane e incontrava il tempio di Fors Fortuna al I miglio. In seguito alla costruzione delle Mura Aureliane, uscita attraverso Porta Portese dalla città percorreva un tratto rettilineo insieme alla via Portuense. Arrivate a Pozzo Pantaleo (oggi zona Portuense, tra via Portuense e via Quirino Majorana) le due strade prendevano direzioni diverse: la via Campana seguiva il percorso del fiume lungo la sua sponda destra in un’area pianeggiante, la via Portuense invece attraversava le colline dell’entroterra.
Le strade si incontravano nuovamente al IX miglio per raggiungere insieme Portus.
Nel passato si credeva che il tratto della via Campana fra Pozzo Pantaleo e Ponte Galeria corrispondesse all’attuale via della Magliana, ma in base a nuovi studi risalirebbe a un periodo successivo. Al contrario la via Campana avrebbe costeggiato la sponda del Tevere perché fin dal principio sarebbe stata usata come via di alaggio, per trainare controcorrente le imbarcazioni dalla foce ai porti fluviali con un sistema di funi e animali (ad esempio bufali), tanto che dal 1500 questa strada venne chiamata “strada delle bufale”.
La via Campana non è stata più citata dalle fonti dal III secolo d.C., mentre per via Portuense si cominciò ad intendere il percorso dell’odierna via della Magliana. 

Tra il V e il VI miglio la via Campana giungeva al tempio della dea Dia e a quello di Fors Fortuna, nel medesimo sito che segnava il confine del primitivo territorio di Roma, l’ager Romanus antiquus.

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