Le terme

Le terme o balneum dei fratres Arvales erano uno degli edifici che facevano parte del complesso arvalico oggi alla Magliana vecchia, ai piedi del bosco sacro della dea Dia. 
Il magister e gli altri confratelli Arvali si recavano alle terme del lucus deae Diae nel secondo giorno delle feste dedicate alla dea, dopo essersi recati alle terme a Roma anche il giorno precedente. Il tempio della dea era a breve distanza, lungo la via Campana, e nelle vicinanze si trovavano anche il tetrastylum, il Caesareum e il Tempio di Fors Fortuna. I resti sono stati rinvenuti durante le campagne di scavo svolte dall’École française de Rome nel 1975 e 1981 (foto). Oggi non sono più visibili poiché reinterrati sotto casa Agolini, in via della Magliana 567 presso vicolo dell’Imbarco.

Questo piccolo balneum dal lato maggiore di 35 metri e la superficie di 600 metri quadri è stato costruito intorno al 222-24 d.C. al tempo dell’imperatore Alessandro Severo, come riscontrato dallo studio dei bolli sui mattoni chiamati bessali. L’attrezzatura del corridoio di servizio delle terme è stata completamente ricostruita grazie al suo buono stato di conservazione, e ha permesso uno studio comparativo del sistema idraulico delle terme romane. L’impianto termale era composto da 15 ambienti con temperature diverse divisi in frigidarium, tepidarium e calidarium, laconicum (sauna), destrictarium (spogliatoio), una sala conviviale, le latrine, e 6 piscine decorate da mosaici colorati e in bianco e nero dalle decorazioni marine e vegetali (foto). 

Resti dei mosaici del balneum
Foto del balneum durante gli scavi

Gli strati di frequentazione delle terme consentono di datare la chiusura intorno al 340 d.C. e forniscono una testimonianza precisa della storia della periferia romana dopo il V secolo d.C. .  In uno degli ambienti nel V secolo si impiantò una fornace di laterizi, il resto delle strutture venne distrutto e in seguito riadattato a casale rustico nel medioevo. Nell’ ‘800 sui resti delle terme si è impostata Casa Agolini, casale rurale della tipologia tipica dell’agro romano che prende il nome da una delle famiglie che vi abitarono. 

Bibliografia di riferimento:
H. Broise, J.  Scheid, Recherches archéologiques à La Magliana. Le balneum des Frères Arvales, Roma 1987 

H. Broise, J.  Scheid, Recherches archéologiques à La Magliana, 3. Un bois sacré du suburbium romain. Topographie générale du site ad deam diam ( Roma antica , 8),  – Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti Paesaggio di Roma 2020

Link utili:
Scheda del complesso arvale
Balneum su Arvalia
Foto su Arvalia
Video 

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